Panem et Circenses

PANEM ET CIRCENSES

Panem et Circenses è un progetto di ricerca, nato a Berlino nel 2012 e ideato da Alessandra Ivul e Ludovico Pensato, che attraverso il linguaggio del cibo dialoga con tutte le forme di espressione artistica.
Le loro sperimentazioni partono dal carattere assoluto che contraddistingue il linguaggio del cibo per arrivare a costruire un dialogo fra le varie forme artistiche; il fine è quello di mostrare e studiare le relazioni che esso e l’atto di mangiare stimolano, le interazioni che avvengono tra le persone che condividono una situazione o una dinamica di consumo/preparazione/produzione alimentare e, infine, le relazioni che intercorrono tra le persone, il cibo e il contesto in cui si attuano. Tali riflessioni portano irrimediabilmente a un’azione artistica che include il pubblico e i due artisti.
Il cibo per Panem et Circenses è un intricato linguaggio e potente strumento comunicativo, permeato da forti elementi antropologici e simbolici che interessano sfere nascoste e fondamentali della vita dell’uomo. È un evidente marcatore sia culturale che sociale in grado di rivelare interessanti dinamiche circa usi, vizi, costumi e le loro derivazioni e, inoltre, è un dispositivo capace di attivare riflessioni e significati altri che creano forti relazioni tra le persone coinvolte.
I progetti ideati dal duo rispondono sempre a esigenze di progettazione site-specific, relazionale e permaculturali e tali eventi gastronomici risultano abilmente contestualizzati e arricchiti di significati, di legami con il territorio e di richiami culturali. Tutto ciò è rafforzato dalla grande capacità di narrazione che identifica Panem et Circenses e che amplifica in modo assoluto la percezione dei significati.
Il cibo è per loro un grande contenitore dal quale attingono i singoli elementi che lo compongono, mescolandoli agli altri fattori esterni cui sono correlati. Il 25 e il 26 aprile, in occasione dell’evento Pigna Wine realizzato dall’Associazione Pigna mon Amour, Panem et Circenses ha realizzato un’opera relazionale studiata appositamente per coinvolgere e far comunicare tra loro le realtà che vivono all’interno della Pigna.

Durante i dieci giorni previsti dal programma di residenza (organizzato dall’Associazione Pigna mon Amour) Panem et Circenses ha potuto svolgere una ricerca approfondita sulla storia, sulle persone e le realtà che vivono e convivono all’interno del quartiere della Pigna di Sanremo. Il duo ha cercato di conoscere i peculiari aspetti che caratterizzano il quartiere e di analizzare l’evidente mancanza di comunicazione che separa la “città nuova” di Sanremo da quella “vecchia”. Grazie al calore e alla disponibilià degli abitanti del quartiere, oltre a quella dell’Associazione Pigna mon Amour, è stato possibile per gli artisti realizzare un progetto che parlasse con gli abitanti della Pigna e di Sanremo nuova. I numerosi pranzi nei caratteristici ristoranti del quartiere e le grandi cene in compagnia all’interno delle case della Pigna hanno arricchito con storie, risate e riflessioni il periodo di residenza degli artisti.

IN SC’ I-AA PORTA è un’installazione che prevedeva un intervento di ri-apertura di un palazzo non agibile dentro cui, in passato, vi era un frequentato locale pubblico (lo storico locale di Pejun, sotto il portico delle rivolte di San Sebastiano). La ri-apertura momentanea della porta (chiusa da vent’anni) si accompagna all’installazione di un’insegna in legno, costruita e decorata dagli artigiani del quartiere. Il nome del locale liminale e temporaneo è IN SC’ I-AA PORTA – sulla soglia in dialetto sanremasco – nome scelto per mettere in evidenza il carattere di confine, passaggio, inclusione ed esclusione dell’intero palazzo e per estensione dell’intero quartiere della Pigna nei confronti della città nuova di Sanremo. L’interno del locale non è fruibile ma lo si può solo ammirare dalla soglia, appunto.

L’antico locale è un luogo legato alle memorie  di tutti gli abitanti di Sanremo (le porte vennero chiuse, circa vent’anni fa, a seguito di una perizia che considerò l’edificio pericolante e inagibile, e mai più riaperte) e simbolo di incuria e di abbandono da parte delle istituzioni (ci fu, ai tempi, un intervento di puntellatura in ferro che sarebbe dovuto essere temporaneo, ma si trova tutt’ora nell’identica condizione).

“E’ quindi anche un luogo simbolo di un modello di politica incurante, distante dalle reali esigenze dei cittadini, senza prospettiva e cristallizzato in una dimensione temporale scandita da interessi altri rispetto al bene pubblico e al buon governo”- Panem et Circenses.

L’opera relazionale site-specific si realizza in due azioni d’arte partecipativa e partecipata svolte nelle giornate del 25 aprile e del 26 aprile, in occasione dell’evento Pigna & Wine.
Le due differenti azioni orbitano intorno al concetto di scambio: nella prima giornata gli artisti invitano gli abitanti del quartiere a portare loro il proprio “cibo dell’allegria”, un “boccone simbolico” legato a un momento allegro, felice e spensierato. Ludovico Pensato, dall’interno del locale, porge in cambio un dono, ossia una stampa in 3D realizzata grazie alla collaborazione di un artigiano del quartiere. Quest’ultima è una riproduzione in miniatura della statua di Mike Bongiorno, posta sulla via principale della “città nuova”, con al posto della testa del noto presentatore del Festival una pigna, simbolo della parte antica della città.
Gli artisti, infatti, sono rimasti colpiti dal forte divario esistente tra l’antico quartiere di Sanremo e la moderna città intorno ad esso ed è per questo motivo che decidono di realizzare una statuetta che sia in grado di unire due raffigurazioni simboliche della città con l’auspicio di creare una relazione e un legame fra i due luoghi.

“In contrapposizione a questa oggettiva difficoltà di relazionarsi con il pubblico e con chi dovrebbe preservare invece di lasciar cadere, la richiesta da parte nostra di portare un “cibo di allegria” e di festa, è la volontà di concentrarsi sul potere delle relazioni, delle persone che vivono attivamente un luogo e sulla volontà di guardare al futuro in modo propositivo per cambiare le cose. Il 25 aprile, giorno dell’azione è un giorno di festa, di libertà, di rinascita e di riappropriazione. Il “cibo dell’allegria“, oltre a rappresentare tutte le culture presenti nel quartiere è un modo per unire questi temi, la scelta di chiedere agli abitanti della Pigna di prepararlo è dettata dalla volontà di rafforzare la loro partecipazione attraverso un lavoro attivo” – Panem et Circenses.

L’azione svolta nella seconda giornata prevede, al contrario, che i due artisti donino agli abitanti del quartiere e dell’intera città un cibo tradizionale della zona, il Turtun: una torta verde tipica dell’entroterra sanremese di cui ne esistono diverse varianti. È stata scelta questa pietanza perchè la preparazione, da tradizione, prevede il coinvolgimento dell’intera comunità utilizzando prodotti semplici e di stagione. Il Turtun, per gli artisti, diventa il simbolo di condivisione di un’intera comunità e perciò ideale, nella declinazione artistica del caso, per realizzare un’opera che possa coinvolgere più persone possibili.

L’azione dello scambio è raffigurato dagli artisti con due spirali disegnate su due differenti tovaglie poste sul tavolo sul quale giacciono, in occasione della prima azione, i cibi donati e, nella seconda, il Turtun. La spirale simboleggia l’immagine della pigna: infatti, quest’ultima, secondo la sezione aurea e la sequenza numerica di Fibonacci, è costituita da scaglie disposte lungo due insiemi di spirali di 8 (orari) e 13 (antiorari) involuzioni. Nella prima giornata la spirale è simbolicamente disegnata in senso antiorario perchè l’azione svolta durante l’atto artistico è di accogliere il cibo preparato dai partecipanti. Nella seconda giornata la spirale volge in senso orario perché sono i due artisti a offrire un “boccone” all’intera comunità.

È attraverso il vortice del donare e del condividere, messo in moto dalla presenza del cibo e dall’atto di cucinarlo, che il duo attiva le coscienze e le reazione delle varie realtà che contraddistinguono l’intera città di Sanremo. Lavorare sul concetto di soglia, di margine e di scambio tra dentro – la Pigna – e fuori – il resto della città di Sanremo e gli stessi artisti – ha permesso di riattivare le relazioni tra gli abitanti e l’intera comunità in modo semplice ed efficace.

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